Indietro Alessia Cencioni DXT Commodities agrivoltaico energie rinnovabili
Intervista04 Maggio 2026

Alessia Cencioni di DXT Commodities: «Trading e agrivoltaico: quando il mercato incontra la terra»

Trader europeo da quasi 20 miliardi di fatturato e oltre 4 GW di rinnovabili gestite tra Italia e Spagna, DXT guarda all’agrivoltaico come evoluzione naturale del fotovoltaico. «L’ingresso in Agrivoltaica nasce dalla volontà di capire meglio come sta evolvendo il mercato e quali sono le nuove esigenze degli operatori». Un settore dove la vera sfida diventa una sola: integrare competenze e garantire solidità

DXT opera da tempo nel trading di gas e energia elettrica da anni. Da dove nasce l’interesse per l’agrivoltaico?
«DXT è un trader europeo attivo nei mercati dell’energia; siamo operativi in questi settori da molti anni e nel 2025 abbiamo raggiunto un fatturato di 19,9 miliardi di euro, confermando una crescita solida e costante. In Italia e Spagna gestiamo il dispacciamento di oltre 4 GW di capacità rinnovabile, contribuendo all’integrazione delle fonti verdi nel sistema elettrico. Circa metà del nostro portafoglio è composto da impianti fotovoltaici e, visto che sempre più nuovi progetti saranno agrivoltaici, ci è sembrato naturale iniziare a seguire da vicino gli attori di questo settore soprattutto nell’ambito mercato come BRP e BSP.»

 

Cosa vi ha convinto a iscrivervi ad Agrivoltaica?
«L’ingresso in Agrivoltaica nasce proprio da qui: capire meglio come sta evolvendo il mercato e quali sono le nuove esigenze degli operatori, così da essere pronti a supportarli nel modo più efficace possibile.»

 

Cosa vi aspettate da questa nuova partnership con Agrivoltaica? Pensate a nuove sinergie con gli operatori del mercato?

«Assolutamente, ci aspettiamo di poter collaborare con i diversi associati per rimanere aggiornati sui cambiamenti nel settore dell’agrivoltaico e, allo stesso tempo, offrire il nostro contributo dal punto di vista del mercato.»

 

«Sempre più nuovi progetti saranno agrivoltaici:
per noi è stato naturale iniziare a seguire questo settore»

 

Come potrebbe evolversi la situazione? 

«L’attività agricola introdurrà nuove esigenze e una maggiore variabilità nella gestione degli Impianti agrivoltaici. In questo senso, siamo interessati a comprendere quali saranno le principali sfide per i produttori, così da poter lavorare insieme a soluzioni efficaci e assicurare una programmazione efficiente dell’energia immessa in rete.»

 

In Europa operate su tutti i mercati elettrici e scambiate piu di 85 TWh di energia elettrica, ritieni sia importante per la bancabilità di un progetto agrivoltaico la scelta del trader?

«Sì assolutamente, la scelta del trader è un elemento cruciale per rendere un progetto bancabile. Oltre alle capacità tecniche e alla conoscenza del mercato dell’energia, gli istituti di credito valutano attentamente anche la solidità finanziaria e il merito creditizio del trader a cui il produttore affida l’offtake dell’energia, poiché una parte rilevante dei flussi di cassa utilizzati per il rimborso del finanziamento del progetto proviene proprio dai pagamenti effettuati dal trader al produttore.
Dato che l’attività di trading è fortemente capital intensive, è quindi importante che il trader abbia una solida struttura finanziaria, capace di superare senza difficoltà anche momenti con elevata volatilità di prezzi. Con gli attuali schemi incentivanti, è inoltre necessario che l’operatore disponga delle competenze di mercato necessarie per garantire una corretta gestione degli impianti e un’erogazione stabile degli incentivi.»

 

Quali sono le criticità strutturali che frenano ancora il settore in Italia? Autorizzazioni, rete, o è soprattutto il dialogo tra mondo energetico e mondo agricolo a fare ancora fatica?

«Per un investitore interessato a costruire impianti in Italia, una delle principali complessità è rappresentata dalla continua evoluzione del quadro regolatorio, che rende difficile pianificare con certezza nel medio-lungo periodo.
Gli impianti agrivoltaici richiedono competenze specifiche e interdisciplinari: non basta più una solida conoscenza del mercato energetico, ma è necessario integrare anche competenze agronomiche e una comprensione profonda delle dinamiche del settore agricolo.»

 

 

Agrivoltaica può essere un trait d’union?

«Proprio l’incontro tra questi due mondi rappresenta una delle sfide più rilevanti, ma anche una grande opportunità. In questo contesto, riteniamo che realtà come Agrivoltaica possano svolgere un ruolo chiave come intermediari, facilitando il dialogo e l’integrazione tra il comparto energetico e quello agricolo.»

 

DXT opera in mercati molto diversi tra loro. In che modo questa presenza internazionale supporta le vostre attività in Italia? Esistono modelli internazionali da cui l’Italia potrebbe imparare?

«La nostra presenza su più mercati geografici rappresenta un vantaggio strategico rilevante anche per le attività svolte in Italia. Come detto sopra, l’attività di trading è particolarmente capital intensive e richiede solidi rapporti con gli istituti finanziari. Questo ci ha aiutato a sviluppare rapporti con tutte le principali banche Europee, banche che oggi supportano molto anche l’attività che svolgiamo in Italia.  Inoltre, operare in contesti regolatori e di mercato differenti ci permette di accumulare competenze trasversali e di elevato livello, che applichiamo anche alle attività in Italia, sia a livello di modelli di analisi che di sinergie tra i vari team di DXT.»

 

FAQ

Quanti ettari servono per 1 MW di impianto agrivoltaico?

Per un impianto fotovoltaico tradizionale sono necessari in media 1,5–2 ettari per megawatt installato. Nel caso dell'agrivoltaico la superficie occupata può essere superiore, dato che i pannelli vengono posizionati in modo da garantire la continuità dell'attività agricola sottostante. Questo significa che la densità di installazione si riduce, ma il valore prodotto per ettaro cresce: il terreno genera contemporaneamente reddito energetico e agricolo.

Perché la scelta del trader è determinante per la bancabilità di un progetto agrivoltaico?

Gli istituti di creditoanalizzano con attenzione la solidità finanziaria del trader a cui viene affidata la gestione dell'offtake energetico. Come spiega DXT Commodities, trader europeo con oltre 4 GW di rinnovabili gestite in Italia e Spagna, una parte rilevante dei flussi di cassa destinati al rimborso del finanziamento proviene direttamente dai pagamenti del trader al produttore. Un trader con struttura finanziaria solida e merito creditizio elevato è quindi un elemento abilitante per ottenere il finanziamento del progetto.

 

 

 

 

 


 

Quali sono i principali ostacoli allo sviluppo dell'agrivoltaico in Italia?

Secondo gli operatori di mercato, la criticità più rilevante è regolatoria: la continua evoluzione del quadro normativo rende difficile pianificare con certezza nel medio-lungo periodo. A questo si aggiunge la necessità di integrare competenze energetiche e agronomiche. Associazioni di settore come Agrivoltaica svolgono in questo contesto un ruolo chiave, facilitando l'incontro tra utility, trader, investitori e operatori agricoli.

Questo sito usa cookie di analytics per raccogliere dati in forma aggregata.
Leggi l'Informativa Privacy la Cookies Policy.